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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 30/01/2017

All'indirizzo http://giurisprudenzacivile.diritto.it/docs/38998-amministratori-di-condominio-la-sottoscrizione-dell-avviso-di-convocazione

Autore: Accoti Paolo - Trebisacce (CS)

Amministratori di condominio: la sottoscrizione dell’avviso di convocazione

Amministratori di condominio: la sottoscrizione dell’avviso di convocazione

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 30/01/2017

Autore

49779 Accoti Paolo - Trebisacce (CS)

Qui la sentenza n. 335/2017 - 10/1/2017 - Corte di Cassazione - Civile, II

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Amministratori di condominio: la sottoscrizione dell’avviso di convocazione Per come si evince dall’art. 1130 c.c., l’amministratore è l’organo di gestione e rappresentanza del condominio, vale a dire quella figura professionale che, in virtù di un contratto di mandato, si obbliga a compiere uno o più atti giuridici nell’interesse del condominio.
 
Con la formulazione del nuovo art. 71 disp. att. Cc, il legislatore ha stabilito che per ricoprire siffatto incarico occorrono dei requisiti che, se pur minimi, risultano comunque indispensabili, tanto è vero che: “Possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio coloro: a) che hanno il godimento dei diritti civili; b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni; c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione; d) che non sono interdetti o inabilitati; e) il cui nome non risulta annotato nell’elenco dei protesti cambiari; f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado; g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale. I requisiti di cui alle
lettere f ) e g) del primo comma non sono necessari qualora l’amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile. Possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio anche società di cui al titolo V del libro V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei condominii a favore dei quali la società presta i servizi…”.
 
La norma, tra le altre novità, riconosce la possibilità per le persone giuridiche di amministrare un condominio, nel qual caso, i requisiti previsti dal medesimo articolo, devono essere posseduti sia dagli amministratori della società che dai soci illimitatamente responsabili, ma anche dai dipendenti della stessa, qualora siano chiamati in prima persona a svolgere l’incarico di amministratore.
 
Quando ad amministrare il condominio è una persona giuridica,

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giuridica, ci si pone il problema se l’avviso di convocazione dell’assemblea debba necessariamente essere sottoscritto dalla persona fisica che materialmente amministra il condominio ovvero anche un socio o un dipendente della società.
 
A tale domanda fornisce risposta la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 335, pubblicata in data 10 gennaio 2017 che, sebbene resa ante riforma, appare applicabile anche nella vigenza della nuova normativa.
L’occasione per occuparsi della questione viene fornita dall’impugnativa della delibera assembleare avanzata da una condomina, la quale lamentava, tra l’altro, l’invalidità dell’avviso di convocazione dell’assemblea, siccome sottoscritto da persona diversa dall’amministratore e, nello specifico, dal socio accomandante della società in accomandata semplice che all’epoca dei fatti gestiva l’immobile, e non dal socio accomandatario che, in quanto tale, era il socio illimitatamente responsabile.
 
La domanda venina respinta in primo grado ma, sul gravame proposto dalla condomina, la Corte di Appello di Trieste, in riforma della sentenza, annullava la delibera impugnata atteso che la convocazione dell’assemblea condominiale proveniva da soggetto non legittimato, siccome sottoscritta da persona che non aveva la legale rappresentanza della società.
 
La condomina, pertanto, adiva la Suprema Corte, ritenendo violato l’articolo 66 disp. att. c.c., reputando che la corte territoriale fosse incorsa in errore nel ritenere che la convocazione dell’assemblea condominiale dovesse necessariamente essere sottoscritta dall’amministratore in persona.
 
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, sia pure sulla scorta di considerazioni in parte differenti rispetto a quelle prospettate dalla ricorrente.
Premette la stessa che non risulta condivisibile l’assunto per cui si debba escludere a priori che l’avviso di convocazione per il solo fatto che risulti firmato dal socio accomandante, invece che dal socio accomandatario, provenga da un soggetto non legittimato.
 
Ed invero, nel caso di specie, amministratrice del condominio risultava una società in
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