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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 28/12/2016

All'indirizzo http://giurisprudenzacivile.diritto.it/docs/38918-mancato-pagamento-delle-quote-condominiali-decreto-ingiuntivo-e-opposizione

Autore: Accoti Paolo - Trebisacce (CS)

Mancato pagamento delle quote condominiali: decreto ingiuntivo e opposizione

Mancato pagamento delle quote condominiali: decreto ingiuntivo e opposizione

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 28/12/2016

Autore

49779 Accoti Paolo - Trebisacce (CS)

Qui la sentenza n. 17/10/2016 - 17/10/2016 - Tribunale - Milano, XIII civile

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Mancato pagamento delle quote condominiali: decreto ingiuntivo e opposizione Lo spunto per parlare di questo argomento, sempre di stringente attualità, ci viene fornito dalla sentenza del Tribunale di Milano, Sez. XIII, pubblicata in data 17 ottobre 2016.
La Corte lombarda ripercorre, per sommi capi, tutte le problematiche sottese all’emissione dell’ingiunzione di pagamento afferente le quote condominiali e sull’eventuale, conseguente, opposizione a decreto ingiuntivo.
Come è noto, ai sensi dell’art. 63 disp. att. Cc, l’amministratore può agire per la riscossione delle quote condominiali sulla scorta del piano di ripartizione approvato dall'assemblea, con ingiunzione di pagamento immediatamente esecutiva.
Tale esigenza nasce dalla necessità per il condominio di garantire la gestione della cosa comune e, pertanto, l’esistenza in vita dello stesso, di talché il credito dell’ente di gestione, nei confronti dei singoli condòmini, emerge già dalle delibere assembleari di approvazione del rendiconto o del bilancio preventivo.
Le stesse, conservano la loro efficacia e, pertanto, la loro obbligatorietà, anche in caso di impugnazione, fatta salva la sospensione cautelare della delibera da parte dell’autorità giudiziaria, per come disposto dall’art. 1137 Cc, a mente del quale, “le deliberazioni prese dall'assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini”, e che l’eventuale “azione di annullamento non sospende l'esecuzione della deliberazione, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorità giudiziaria”.
A tal proposito, osserva il Tribunale meneghino, richiamando i precedenti della
giurisprudenza di legittimità per cui “corollario di tale obbligatorietà è che le deliberazioni con cui vengono stabiliti i contributi dovuti dai singoli condomini per far fronte alle spese condominiali e con cui viene attualizzato l'obbligo, stabilito dalla legge ( art. 1123 c.c.), dei singoli condomini di far fronte agli oneri condominiali, costituiscono titoli di credito del condominio, e, da sole, senz'altro, provano l'esistenza di tale credito e legittimano non solo la concessione del decreto ingiuntivo ( art. 63 disp.att. c.c.), ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel giudizio di opposizione che quest'ultimo proponga contro tale decreto, giudizio il cui ambito è dunque ristretto alla sola verifica della esistenza e della efficacia della deliberazione assembleare di approvazione della spesa, e di ripartizione del relativo onere (Cass. civ., Sez. II, 18/02/2003, n. 2387)”.
Va ricordato che in caso opposizione

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opposizione a decreto ingiuntivo e di contestuale, precedente o successiva, impugnativa della delibera assembleare posta a base del monitorio, tra le due azioni giudiziarie non sussiste alcun rapporto di connessione, continenza o pregiudizialità, pertanto, non risulta possibile neppure sospendere uno dei due giudizi nell’attesa della definizione dell’altro.
Ciò a cagione dell’ontologica differenza esistente tra le due azioni giudiziarie, in considerazione del fatto che quella di opposizione a decreto ingiuntivo è limitata alla sola verifica dell’esistenza ed efficacia della sottostante delibera assembleare di approvazione e riparto della spesa (Ex multis: Cass. civ. Sez. II, 19/02/2016, n. 3354), quella di impugnativa a delibera assembleare, invece, attiene ad eventuali vizi della stessa.
Conseguentemente, “in tema di opposizione a decreto ingiuntivo emesso ai sensi dell'art. 63 disp. att. cod. civ. per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti alla validità della delibera condominiale, ma può validamente contestare la sussistenza del debito e la documentazione posta a fondamento dell'ingiunzione, ovvero il verbale della delibera assembleare. Tale delibera, infatti, costituisce titolo di credito del condominio e, di per sè, prova l'esistenza di tale credito e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel giudizio di opposizione che quest'ultimo proponga contro tale decreto, ed il cui ambito è dunque ristretto alla sola verifica della esistenza e della efficacia della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere (da ultimo Cass. 6436 del 2014)” (Cass. civ. Sez. II, 03/11/2016, n. 26629).
Fermo restando che, a seguito di declaratoria di illegittimità della delibera impugnata, il condomino costretto a pagare in virtù del decreto ingiuntivo ovvero della sentenza che decide l’opposizione allo stesso, avrà diritto
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