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Diritto.it

ISSN 1127-8579

Pubblicato dal 20/12/2016

All'indirizzo http://giurisprudenzacivile.diritto.it/docs/38907-sinistro-stradale-il-danno-non-patrimoniale-va-liquidato-in-relazione-alle-tabelle-in-vigore

Autore: Accoti Paolo - Trebisacce (CS)

Sinistro stradale: il danno non patrimoniale va liquidato in relazione alle tabelle in vigore

Sinistro stradale: il danno non patrimoniale va liquidato in relazione alle tabelle in vigore

Pubblicato in Diritto civile e commerciale il 20/12/2016

Autore

49779 Accoti Paolo - Trebisacce (CS)

Qui la sentenza n. 25485 - 13/12/2016 - Corte di Cassazione - Civile, III

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Sinistro stradale: il danno non patrimoniale va liquidato in relazione alle tabelle in vigore Ogni qual volta che le tabelle per la liquidazione del danno non patrimoniale vengano modificate con l’applicazione di “differenti criteri” per il risarcimento, siano essi dovuti a “individuazione di nuovi o diversi indici sintomatici assunti come rilevanti per dimensionare l'equivalente del valore perduto, ovvero di espressa previsione nella tabella di specifiche condizioni personali o situazioni di fatto, regolati precedentemente in modo diverso, o ancora in seguito alla emersione di nuovi interessi non patrimoniali inerenti alla persona meritevoli di tutela risarcitoria -, ovvero alla "rideterminazione del valore-punto base" in conseguenza di una nuova rilevazione statistica dei dati sull'ammontare dei risarcimenti liquidati dagli uffici giudiziari”, il Giudice è tenuto ad applicare tali nuove tabelle, anche se il danno si è verificato sotto la vigenza delle precedenti, e siffatta richiesta può essere avanzata anche in grado di appello.
Tanto ha stabilito la III Sezione Civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 25485, pubblicata ina data 13.12.2016.
A seguito di incidente stradale mortale, gli eredi della vittima evocavano in giudizio il proprietario del veicolo antagonista, risultato privo di copertura assicurativa, e la compagnia di assicurazione quale impresa designata dal Fondo di Garanzia Vittime delle Strada (FGVS), per ottenere il risarcimento dei danni non patrimoniali subiti dagli stessi familiari, conviventi e non, da perdita del rapporto parentale (danno esistenziale),
al danno biologico jure proprio, ed al danno patrimoniale per le spese documentate.
La domanda in primo grado veniva accolta ed il risarcimento graduato secondo le rispettive responsabilità, nella misura del 30% a carico della vittima e il restante 70% a carico del proprietario del veicolo investitore.
Sull’appello proposto dalla compagnia assicuratrice, la Corte d’Appello di Firenze, accoglieva parzialmente il gravame per l’omessa applicazione della riduzione del risarcimento nella misura corrispondente al concorso di colpa attribuito alla vittima, mentre respingeva l’appello incidentale volta all’applicazione della tabelle rielaborate dal Tribunale di Milano nell’anno 2009, in corso di causa.
Propongono ricorso per la cassazione della sentenza i danneggiati, eccependo, tra l’altro, la violazione degli artt. 1226, 2056 e 2059 Cc.
Articolato e complesso il ragionamento della Corte di Cassazione per motivare l’accoglimento del motivo di ricorso e, conseguentemente, rinviare la causa ad altra

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altra sezione della Corte d’Appello di Firenze, che dovrà provvedere alla riliquidazione del danno, secondo i criteri esposti nella motivazione di cui appresso.
La Suprema Corte premette che in mancanza di criteri predeterminati per legge, come nel caso di specie, la valutazione equitativa del danno, ex art. 1226 Cc, “deve garantire non solo una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l'uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, essendo intollerabile e non rispondente ad equità che danni identici possano essere liquidati in misura diversa sol perché esaminati da differenti Uffici giudiziari”.
A tale scopo, si è pervenuti all’applicazione del criterio di liquidazione - ricavato statisticamente su un numero considerevole di precedenti decisioni - predisposto dal Tribunale di Milano, siccome ampiamente diffuso sull’intero territorio dello Stato (Cass. 12408/2011; Cass. 20895//2015).
L’erronea applicazione del criterio di calcolo, peraltro, siccome comportante una errata applicazione delle norme di diritto previste dagli artt. 2056 e 1226 Cc, può essere eccepita anche in sede di legittimità, a condizione che la questione sia stata tempestivamente dedotta nei precedenti gradi di merito (Cass 12408/2011; Cass. 12397/2016).
Fatte queste doverose e imprescindibili premesse, occorre domandarsi se, come nel caso di specie, definito il giudizio di primo grado con l’applicazione dei criteri di liquidazione previsti nelle tabelle in uso presso Il Tribunale di Milano all’epoca del sinistro, l’intervenuta successiva variazione dei criteri di formazione delle predette tabelle, possa legittimare l’impugnazione della sentenza da parte del danneggiato, al fine di vedersi riconosciuto il maggiore importo risarcitorio stabilito dalle sopravvenute tabelle.
La risposta fornita dalla Suprema Corte, con la sentenza in commento, risulta senz’altro positiva.
Ritiene il Collegio che ad “esclusione dei soli aggiornamenti dei valori tabellari corrispondenti alle variazioni degli indici Istat del costo della vita - tutte le volte in cui
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